Si trattava di CO.MO’.?
Esattamente, mi propose di fare la "comodina", la classica valletta insomma.

E come andò?
Fu un’esperienza veramente bella, 11 puntate nelle quali imparai un sacco di cose.

E poi seguì la seconda serie di CO.MO’.
Si, nel frattempo avevo presentato qualche manifestazione in giro per le piazze locali. Così come, grazie al progetto "Amicittà", presentai delle serate Telethon affiancando altri personaggi. E poi arrivò la seconda "chiamata" per CO.MO’.

Fu in quella stagione che conoscesti Mino Barbarese?
Già, un altro dei miei incontri fortuiti e fortunosi. Barbarese mi volle per la sua fiction "Ristretto di polizia". Interpretavo il ruolo della poliziotta un po’ svampita tutta tette e poco cervello (la poliziotta Venturi, ndr). Fu comunque una bella esperienza, in fondo la considererei la mia prima vera esperienza professionale.

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Altra esperienza, per me, di grande rilievo.

E poi ancora serate in piazza
Si, ormai mi ero specializzata nei saggi di danza. Fu proprio durante una di queste serate che conobbi Uccio De Santis il quale, dopo una serie di provini, mi scelse come co-conduttrice del programma itinerante "Stasera con Uccio".

Ancora nel posto giusto al momento giusto
Effettivamente la mia vita è ricca di episodi quasi casuali. Mi ritengo una ragazza veramente fortunata.

Un’occasione da non farsi sfuggire
Assolutamente no! Scelsero di rilanciare la mia immagine, divenni testimonial di Telenorba per la stagione estiva e cominciai a registrare le puntate di CO.MO’